Un Fratello

Nel buio pesto mi ritrovai a socchiudere le palpebre, sforzandomi di abituare gli occhi all'oscurità.

Toccai rocce fredde e sentii acqua scorrere. Una flebile luce di luna scintillò sui piccoli fiotti che levigavano la pietra e lentamente, i contorni di un’enorme tronco dalla forma bizzarra mi si manifestarono.

 

Trovavo finalmente un essere a me affine e piansi per lui lacrime amare.

Era una quercia dal grosso tronco. Sofferenti radici si aggrappavano a poche miserabili sfere di terra, circondato da roccia e, mentre una parte si tuffava verso il rigolo d' acqua, nel lato opposto piccole foglie accoglievano speranzose i primi raggi dell’alba, filtrati da una risicata crepa tra le rocce. 

Mi avvicinai e sfiorai l’increspata corteccia fitta di nodi, come a confortare un fratello morente.

 

E mentre pensavo a come le condizioni avessero distrutto la sua vita prima che nascesse, uscivo, arrampicandomi verso il piccolo foro che ne aveva permesso l’abominevole nascita.

                                                      Ilaria Bicchi


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Commenti: 1
  • #1

    Maria Lucia (mercoledì, 26 luglio 2017 18:13)

    Anche questa storia è bellissima, in poche righe riesci a condensare un intero vissuto!